Cronistoria della Città.
di Martino Mastrorocco
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Dall'anno 1.900 ai giorni nostri


1900 Parziale distribuzione delle terre del demanio rimaste per secoli adibite a pascoli. L'albero del gelso che dava il nome al largo, ora piazza Garibaldi, viene abbattuto per far posto ad un vasto mercato e alla fiera del bestiame.

inizio XX sec. Viene installato il Telefono pubblico dalla Società Telefonica delle Puglie
Il vecchio ospedale Miulli è ormai insufficiente per cui viene avviata la costruzione del complesso attuale in via Maselli Campagna.

1901 Aumentano gli abitanti (11.113) e nascono nuovi quartieri. La città si dota di un impianto di illuminazione pubblica a gas.

1903 Lavori di consolidamento delle murature del secondo e del terzo piano del Palazzo Comunale e ricostruzione di alcune parti del cornicione con i mascheroni, a seguito dei crolli del 1898. (Occorre precisare che che i mascheroni oggi visibili sono copie in cemento degli originali).

1904 Iniziano i lavori dell'impianto di illuminazione elettrica pubblica.

1907 Viene eletto alla Camera dei Deputati, nelle liste del Partito Liberale ma coi voti proletari, l'avvocato Vito Luciani, appartenente ad una famiglia di origine napoletana.

1908 In città arriva l'energia elettrica. Lunga siccità nelle campagne.

1910 Viene inaugurato l'Edificio Scolastico di via Roma, intitolato ad Edmondo De Amicis, ed hanno inizio i laori di costruzione dell'acquedotto.

1911 Ancora colera ad Acquaviva che conta 11.454 abitanti.

1914 La guerra imperialista delle potenze europee produce un sistema di alleanze contrapposte che protegge i rispettivi interessi coloniali. Quando a Sarajevo un nazionalista serbo uccide il principe ereditario austriaco gli eventi precipitano. L'Austria dichiara guerra alla Serbia e il sistema di alleanze si mette in movimento provocando una guerra che in breve tempo assume dimensioni mondiali. L'Italia si dichiara neutrale ma presto la spinta nazionalista induce la sua entrata nel conflitto.
Nelle case più ricche d'Acquaviva, grazie all'Acquedotto Pugliese, si può disporre di acqua corrente. Alle elezioni amministrative vince la lista popolare e sindaco diventa Eustachio De Bellis.

1915-1918 Durante la Grande Guerra le conseguenze della mancanza di braccia per la coltivazione delle terre sono disastrose per i raccolti inoltre il transito dei soldati diretti a Bari o a Brindisi impoverisce ulteriormente le risorse alimentari acquavivesi.
La chiesa di S. Domenico, ormai da tempo in stato di abbandono, viene destinata a deposito di foraggio e ospizio per le truppe.

1919 La frustazione per gli irrisori vantaggi ottenuti al tavolo delle trattative di pace (Trento e Trieste) favorisce il mito della "vittoria mutilata". Una nuova ondata di nazionalismo pervade la penisola e Benito Mussolini fonda a Milano i Fasci di combattimento, una formazione politica che mischia oppurtunamente tematiche nazionaliste, idee antiborghesi e antiliberali, anticlericalismo e antisocialismo.
Grazie all'azione di qualche intellettuale e alcuni giovani studenti acquavivesi nasce il movimento fascista locale.
Il papa libera i cattolici dal "non expedit" del 1874, cioè dal divieto di fare politica. Don Luigi Sturzo organizza il Partito Popolare Italiano ed ad Acquaviva viene fondata un sezione.
L'affermazione di socialisti e popolari alle elezioni politiche svoltesi col nuovo sistema proporzionale preoccupa soprattutto la piccola borghesia capitalista ed agraria.

1920 L'Italia seppure uscita dalla guerra come una delle quattro vincitrici (insieme a USA, Gren Bretagna e Francia) è in preda ad una gravissima crisi economica che ha profondi riflessi sulle classi e sui conflitti sociali. Mentre il proletariato industriale, specie nel Nord, forte della sua organizzazione sindacale, scatena un'ondata di scioperi per la giornata lavorativa di otto ore e gli aumenti salariali, i contadini, avendo sopporta il peso più gravoso della guerra, rivendicano la distribuzione delle terre incolte.
I contadini acquavivesi accolgono festosamente il decreto regio che prevede l'estensione dell'enfiteusi a tutte le terre della Palatina. Una speciale commissione stila l'elenco dei 1596 cittàdini che hanno diritto alla concessione delle terre. L'imponente lavoro di ripartizione delle terre viene ultimato ottenendo 1.793 quote per la complessiva estensione di 1.472, 70,70 ettari. Si formano diverse cooperative di lavoro agricole ed edili che ha in appalto la manutenzione delle strade comunali e dei giardini pubblici.
Dopo un breve periodo in cui Michele Romano è Commissario Prefettizio si tengono le elezioni amministrative. Si delineano due orientamenti principali: quello socialista guidato dai fratelli Maselli Campagna e Vincenzo Mastrorocco, poi eletto sindaco, e quello cattolico-popolare, a cui si riferiscono i proprietari terrieri guidati dall'onorevole Luciani.

1921 Si svolgono elezioni politiche anticipate nel tentativo di fronteggiare l'ingovernabilità del Paese. La maggioranza torna ai liberali ma con il forte condizionamento dei fascisti ai quali si sono alleati per far fronte ai nuovi partiti di massa, a cui si è aggiunto il Partito Comunista d'Italia, nato dalla scissione dell'ala sinistra del PSI al termine del Congresso di Livorno.
Il sindaco Mastrorocco per ragioni di salute rassegna le dimissioni dalla carica in cui gli succede Donato Antonacci, anch'egli socialista.
La popolazione di Acquaviva è lievemente aumentata (11.745 abitanti) ma numerose donne e bambini muoiono per una tremenda epidemia di "spagnola". In questo periodo iniziano i lavori per la costruzione della rete fognante.

1922 La paura della rivoluzione socialista fa si che buona parte della borghesia cattolica cominci a guardare come al male minore al dilagare dello squadrismo fascista.
Ad Acquaviva il fascismo raccoglie soprattutto l'adesione dei proprietari agrari. Il movimento trasformatosi in Partito Nazionale Fascista si autocandida come baluardo attivo contro la sovversione di sinistra e come unica forza capace di dare un nuovo ordine al Paese. In un clima di vera e propria guerra civile continuano le azioni squadristiche contro le sedi e gli esponenti socialisti e sindacalisti. Una grossa bomba esplode davanti l'ingresso del circolo cittadino social-comunista "F. Supriani" che viene successivamente dato in fiamme e distrutto da estremisti fascisti. Si verificano azioni ed arresti intimidatori soprattutto nei confronti delle cooperative "Agricola" e dei "Lavoratori Muratori".
La marcia su Roma di decine di migliaia di camicie nere, a cui partecipano anche giovani fascisti acquavivesi, diventa la prova di forza che spalanca a Mussolini e al fascismo l'accesso la potere.
Instauratosi, di fatto, il regime fascista il Consiglio Comunale di Acquaviva a maggioranza e sindaco socialista deve dimettersi. Al Commissario prefettizio, Giovanni Lupis, si affianca il triunvirato fascista: Milella, Carucci e Vecchione.

1923-1926 Le elezioni generali, svoltesi in un clima di intimidazione, fanno registrare il successo del "listone" promosso dal Partito Fascista e a cui ha aderito anche la maggioranza dei liberali. Dopo l'assassinio di Matteotti, il deputato socialista che aveva coraggiosamente denunciato l'esistenza di brogli elettorali, una serie di leggi distrugge lo Stato liberale e istituisce il regime fascista: il Parlamento viene esautorato e vengono soppressi partiti e sindacati, le amministrazioni comunali vengono affidate a podestà nominati al governo.
Sante Perrone, Antonio Giove e Armando Gabellone si susseguono nella carica di Commissario prefettizio.

1926 Alle elezioni amministrative il risultato è scontato: vince la lista fascista e i primi atti del nuovo Consiglio sono rivolti all'affermazione dei principi fascisti. E' eletto sindaco Stefano Lenoci.
Una disastrosa alluvione colpisce ancora una volta Acquaviva e tutto il Barese

1927 Per sopperire alle difficoltà finanziarie l'amministrazione pone in vendita i locali dell'ex caserma Umberto I, quelli a piano terra del Palazzo Municipale e lo stesso Teatro Nuovo.
In seguito allo scioglimento dei partiti politici il Consiglio Comunale deve dimettersi e viene nominato il primo potestà di Acquaviva, il comm. Luigi Di Giuro. Alle opere positive di tale amministrazione: l'istituzione del Patronato di Assistenza a favore di operai e contadini, l'abolizione dell'imposta di famiglia (focatico) e l'istituzione dell'imposta sugli immobili, numerose opere pubbliche per "incrementare le attività sportive e per lo sviluppo della razza", fanno da contraltare l'istituzione della Milizia fascista, sempre pronta a manganellare, e le notevoli spese a favore della propaganda fascista.

1928 Stefano Lenoci è nominato Delegato Podestà.
Orazio Campanella allestisce uno studio cinematografico nella platea del Teatro Nuovo.

1929 Il fascismo, nello sforzo di conquistarsi il più ampio consenso sociale, intraprende un'azione di avvicinamento verso la Chiesa Cattolica, che sfocia nei Patti Lateranensi.
A seguito di tale Concordato ha termine la secolare questione della palatinità della Chiesa di Acquaviva.

1930 Inizia la costruzione della Cassa Armonica in piazza Vittorio Emanuele II.

1931 Su sollecitazione della Consulta Araldica l'Amministrazione comunale, sindaco Pietro Pietroforte, conferma che lo stemma della Città, che intanto conta 12.452 abitanti, deve ritenersi quello noto, cioè la fontana a tre vasche con la scritta "Pura Defluit", e che il gonfalone, con al centro lo stemma, deve avere lo sfondo celeste.

1932 Il regime, che imbocca decisamente la strada di una azione politica internazionale all'insegna dell'aggressività, ha bisogno di soldi: Mussolini si "inventa" la donazione dell'oro alla Patria.

1933 Lavori di manutenzione straordinaria al Palazzo Comunale tra cui: sostituzione dei pavimenti di legno e di argilla con nuovi pavimenti in marmette e in mattonelle di cemento, ridipintura degli infissi e reintonacatura delle superfici murarie, rifacimento di parte del cornicione, del tetto dell'ala sud e della balaustra e del loggiato ovest.
Le riprese del primo film girato in Puglia, "Idillio infranto", vengono effettuate ad Acquaviva.

1934 Viene completata la rete urbana della fogna e iniziano gli allacciamenti alle abitazioni.

1935 Viene nominato Commissario Prefettizio Armando Giordano.

1936 La popolazione di Acquaviva è di 12.809 residenti.

1937 Nei locali del Teatro Nuovo si tiene il corso speciale per trombettieri dei giovani fascisti. Ad Acquaviva la politica di alta natalità voluta dal Duce, al fine di aumentare la forza della nazione e quindi il suo peso politico e militare, ha il suo momento storico con la premiazione di Nicola Dalò, bidello elementare, per la nascita del suo dodicesimo figlio.

1939 L'attacco nazista alla Polonia dà inizio alla Seconda Guerra Mondiale. Frncia e Inghilterra dichiarano a loro volta guerra alla Germania mentre l'URSS attacca la Polonia e la Finlandia.
Antonio Sarno è Commissario prefettizio per alcuni mesi finché viene nominato podestà l'ing. Domenico Carnevale.

1940 I travolgenti successi nazisti spingono Mussolini ad entrare in guerra contro Francia e Inghilterra nella convinzione che "un migliaio di morti da buttare sul tavolo della pace" avrebbe garantito all'Italia la sua parte di bottino.
Anche Acquaviva esulta all'entrata in guerra dell'Italia convinta che questo sia l'unico modo per entrare tra le grandi potenze mondiali mentre si rivelerà un tragico errore.
Durante alcuni scavi agricoli, in contrada Salentino, viene alla luce un antico sarcofago contenente uno scheletro umano e circa una quindicima di anfore e vasellame vario.

1941 Viene nominato Commissario prefettizio l'ins. Francesco Piragine in sotituzione del podestà Carnevale, richiamato alle armi.

1943 Durante la guerra la particolare posizione geografica di Acquaviva la mette al riparo da episodi particolarmente pericolosi. Solo in una occasione si teme il peggio: la notte del 25 giugno quando viene bombardata Sannicandro alcuni preferiscono rifugiarsi presso i rifugi antiaerei ricavati nei sotterranei delle scuole elementari mentre altri fuggono verso Gioia.
L'ultimo podestà fascista è Vito Pasciolla.
Lo sbarco degli Alleati in Sicilia fa precipitare la crisi del regime. Il Gran Consiglio del Fascismo vota la sfiducia a Mussolini e successivamente all'annuncio dell'armistizio con gli Alleati gli acquavivesi si scoprono da un giorno all'altro antifascisti da sempre: insegne, stele e fontane di fattura fascista vengono abbattute. Ma non è la fine della guerra anzi l'armistizio ne segna il periodo più duro per la penisola che si trova divisa in due: il Centro-Nord occupato dai tedeschi e dai fascisti della cosiddetta Repubblica di Salò, il Sud occupato dagli angloamericani.
Acquaviva ospita, nei locali della scuola elementare, le eterogenee truppe alleate composte da canadesi, statunitensi, polacchi, inglesi e scozzesi.

1944 Sorprendentemente viene eletto sindaco, coi voti di azionisti, popolari, socialisti, liberali e comunisti, proprio l'ultimo podestà fascista, il cav. Vito Pasciolla.

1945 Finisce la Guerra e, mentre si forma un governo di unità nazionale composto da tutti i partiti antifascisti, comincia l'opera di "defascistazione".
Ad Acquaviva l'orto di guerra viene smantellato, l'ufficio di mobilitazione e quello degli sfollati e per il razionamento vengono smobilitati.
Il comitato di Liberazione insedia quale sindaco il vecchio socialista Donato Antonacci e con provvedimento prefettizio viene costituita la nuova Giunta Municipale.

1946-1947 Le elezioni per l'Assemblea costituente delineano i nuovi schieramenti politici. La Democrazia Cristiana (erede del Partito Popolare) è il partito di maggioranza relativa, ma emerge una forte sinistra, socialisti e comunisti, incapace però, di formare una maggioranza governativa.
Alle elezioni amministrative schiacciante vittoria della DC (23 consiglieri su 30) ed è eletto sindaco Antonio Marino, capostazione di Acquaviva. Al referendum per la questione istituzionale: monarchia o repubblica, ad Acquaviva vince, come in tutto il Meridione, la monarchia.
Intanto la vita amministrativa comincia a riorganizzarsi in senso democratico: vengono costruite le prime case popolari sul Convitto, viene istituito l'Ufficio del Lavoro, partono i lavori di ricostruzione del Teatro Comunale, si ripristinano le antiche tradizioni in onore della Madonna di Costantinopoli e alla tradizionale carrozza che collega Acquaviva a Bari si sostituisce un vecchio torpedone, primo automezzo della Società Acquavivese C.C.N.
Gli eredi della famiglia De Palma forse ignorando che l'Arco è sottoposto a vincolo artistico, oltre che di proprietà demaniale, danno ordine di demolirlo smontandolo per quasi tre quarti. Solo l'intervento delle Autorità impedisce lo sfregio ordinando la ricostruzione del monumento.

1948 Entra in vigore la nuova Costituzione e Luigi Einaudi viene eletto presidente della Repubblica. Intanto i primi aiuti americani del piano Marshall consentono di avviare la ricostruzione secondo un modello economico fondato sul liberismo e sulla iniziativa privata.

1949 Si costituisce un Comitato cittadino, di cui fanno parte cittadini di ogni ceto sociale e credo politico, per protestare contro la costruzione di un grande lebbrosario nei pressi della collina di Salentino. La questione ha grossa rilevanza anche sulla stampa nazionale.

1950 Il Teatro Comunale è agibile e la gestione viene assunta da Franco Cosmo da cui la nuova ufficiosa denominazione di "Cinema Cosmo".

1951 Al primo censimento del dopoguerra Acquaviva conta 14.125 abitanti.

1952 Mentre in tutta Italia si acutizzano le tensioni sociali per la grave disoccupazione, alle elezioni amministrative si confrontano due movimenti: la DC e il cosiddetto movimento della "concentrazione" che riunisce, contro l'egemonia democristiana, tutti gli altri partiti e le organizzazioni indipendenti. Dopo un'aspra campagna elettorale vincono i partiti della concentrazione, presentatisi ciascuno autonomamente e con simboli diversi da quelli tradizionali. Il "Gallo" del PCI e la "Campana" del PSI conquistano ciascuno 7 seggi, la lista "S. Eustachio", di orientamento monarchico liberale ne conquista 6 e la DC 9. Viene eletto sindaco il dott. Giovanni Francone, socialista a cui succede dopo pochi mesi l'avv. Tommaso Ciccarone, liberale.

1953-1954 Grazie alla disponibilità di forza-lavoro abbondante e a basso prezzo si registra un aumento delle esportazioni. Si sviluppa il "miracolo economico" che trasforma definitivamente l'Italia in un paese industrialmente avanzato anche a prezzo di forti squilibri sociali che provocano emigrazione ed accentuano il divario Nord-Sud.
Ad Acquaviva il boom economico caratterizzato soprattutto dal decollo della manifattura tessile e dallo sviluppo edilizio che fa sorgere i nuovi quartieri di S. Domenico e del Giardino del Duca.
Intanto alla carica di sindaco si avvicendano i liberali Giovanni Cafaro e l'avv. Sebastiano Di Chio.

1955 Viene eletto presidente della Repubblica il democristiano Giovanni Gronchi.

1955-1957 Si rendono necessari importanti lavori di restauro alla Cattedrale a causa delle gravi lesioni verificatesi in seguito al cedimento del sottosuolo e alla spinta esercitata dalle arcate interne che dividono le tre navate. Per evitare il crollo della facciata vengono costruiti dei piloni di sostegno provvisori.

1956 Una nevicata primaverile, memorabile per durata ed intensità (oltre un metro), mette in crisi l'occupazione bracciantile.
Alle elezioni amministrative si registra la rivincita della DC che conquista 16 seggi, il PSI 6, il PCI 5 mentre la Destra, gli indipendenti del movimento agrario della "Scopa" ed il PLI uno ciascuno. Viene eletto sindaco l'ing. Pietro Milella, democristiano.
Sotto la direzione del maestro Nino Misasi il concerto bandistico di Acquaviva vince il primo premio al concorso di Varallo Sesia.

1957 Le due nuove superpotenze, USA e URSS, in una lotta serrata che pone a confronto le due opposte ideologie e i due modelli di società, capitalismo e comunismo, si contendono l'egemonia mondiale dando vita a quella che viene definita "guerra fredda".
Ad Acquaviva una ingiustificata tensione si avverte quando un aereo polacco precipita nelle campagne circostanti e nel clima di questi anni il pilota viene frettolosamente scambiato per una spia sovietica.

1957-1960 Numerose opere pubbliche vengono ultimate tra cui l'asilo in piazza Garibaldi e il nuovo ufficio postale in piazza Di Vagno. Vengono ultimati i lavori di restauro alla Cattedrale e quelli improntati alla necessità di adeguare il Palazzo Comunale alle esigenze di carattere distributivo ed impiantistico derivanti dall'uso pubblico del palazzo.

1960 Silvio Cirielli, abbandonato il PCI, viene eletto Consigliere Provinciale nelle liste del PSDI mentre sindaco è l'avvocato democristiano Vito Giorgio.

1961 Il concerto bandistico di Acquaviva delle Fonti, diretto dal maestro Giuseppe Chielli, vince il primo premio, ex equo con la banda del Lussemburgo, al concorso internazionale di Stoccolma. Al termine delle operazioni per il X censimento della popolazione ad Acquaviva si contano 14.664 abitanti.

1962 Elezione di Antonio Segni (DC) a presidente della Repubblica.

1963-1972 I governi di Centro-Sinistra presieduti dalla DC con la partecipazione dei partiti laici e del PSI avviano una politica di riforme ma la resistenza delle forze conservatrici e le sopraggiunte difficoltà economiche riacutizzano le tensioni sociali. Mentre esplode la contestazione studentesca ed operaia inizia la strategia della tensione scatenata dal terrorismo di destra che punta a creare, con le stragi, un clima di restaurazione autoritaria.

1964 Dimessosi il presidente Segni per ragioni di salute, il socialdemocratico Giuseppe Saragat viene eletto presidente della Repubblica.
L'ing. Pietro Milella è nuovamente sindaco di Acquaviva.

1966 E' eletto sindaco il prof. Gaetano Battista, democristiano.

1969 Il dott. Giuseppe Majullari è nominato Commissario prefettizio.

1970 Ancora un sindaco democristiano, è il prof. Giuseppe Ieva.

1971 Elezione di Giovanni Leone (DC) a presidente della Repubblica.
Grazie alla intraprendenza di Giuseppe Cirielli, M. Ruscigno e G. Lerario nasce la Sagra del Calzone di cipolla e ricotta forte, che negli anni diventerà un immancabile appuntamento. Intanto Acquaviva conta 16.015 abitanti.

1972 Per la prima volta nella storia della Repubblica il presidente Leone decreta lo scioglimento anticipato del Parlamento. Le elezioni tuttavia non producono significativi mutamenti nel quadro politico poiché i maggiori partiti conservano le precedenti posizioni.
Silvio Cirielli viene eletto Senatore della Repubblica nelle liste del PSDI. Intanto il nuovo sindaco è l'avv. Vito Giorgio, democristiano.

1975-1978 Lo sposamento a sinistra dell'elettorato italiano (il PCI raggiunge il 34,4% dei voti mentre la DC cala al 36,7%) determinano l'impossibilità numerica delle vecchie coalizioni governative. In nome dell'emergenza democratica per la prima volta il PCI entra nell'area della maggioranza garantendo l'astensione a governi monocolore democristiano.
La situazione locale è altrettanto instabile. Si assiste ad una girandola di sindaci: vengono eletti il prof. Gaetano Battista ('75 e '77), democristiano, l'avv. Giuseppe Pellecchia ('76), socialista e l'ing. Pietro Milella ('78), democristiano.

1976-1979 A cura della Soprintendenza Archeologica della Puglia vengono iniziati e conclusi gli scavi archeologici in contrada Salentino, una vasta area che sale fino a 450 metri sul livello del mare in direzione sud, sud-est, sud-ovest. Essi portano alla luce innanzitutto i resti della fabbrica della Chiesa di Santa Maria dei Salentini nonché quelli dell'insediamento peuceta con necropoli ed area di culto suburbana. Dai materiali raccolti entro i piani pavimentali e dai corredi delle tombe scavate all'interno delle case, risulta che l'abitato, nei cui pressi passava l'importante strada che collegava Bari a Taranto, raggiunse il suo maggiore sviluppo nel IV-III sec. a.C., pur non mancando segni di frequentazione dell'area dalla tarda Età del Bronzo fino all'Alto Medioevo.

1978 Si delineano in tutta la loro gravità la crisi economica e la nuova emergenza del terrorismo rosso che culmina con il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, presidente della DC e massimo teorizzatore del Centro-Sinistra e artefice dell'entrata dei comunisti nella maggioranza governativa. Il presidente Leone è costretto alle dimissioni (scandalo Lockeed) e viene eletto il socialista Sandro Pertini.
Nessuna ragione politica, invece, dietro il rapimento dell'imprenditore edile locale Nicola Abrusci che dopo pochi mesi viene rilasciato dietro pagamento di un riscatto milionario,

1979-1982 Terminata l'esperienza dei governi di "unità nazionale" inizia quella dei governi "pentapartito" (DC; PSI; PSDI; PLI; PRI), uno dei quali guidato per la prima volta da un laico, il repubblicano Giovanni Spadolini, mentre il PCI torna all'opposizione.
La situazione amministrativa locale è ancora di grande instabilità. In questo periodo il Sen. Silvio Cirielli, socialdemocratico ('79), il prof. Achille Signorile ('80) e il rag. Achille Tamburrino ('81), entrambi socialisti e ancora una volta l'ing. Pietro Milella ('82) ricoprono la carica di sindaco.

1981 Ancora in crescita la popolazione di Acquaviva che raggiunge i 18.390 residenti.

1983 Alle elezioni politiche la DC scende al (minimo storico) 32,9 % e il PCI al 29,9% mentre avanzano repubblicani, socialisti, missini e socialdemocratici. Il nuovo governo pentapartito guidato dal socialista Craxi si rivela il più lungo della storia repubblicana.
Scade il contratto di gestione del Teatro Nuovo (cinema Cosmo) per cui tutto l'edificio torna in piena disponibilità del Comune. La mancanza di fondi e il disinteressamento degli amministratori favorisce uno stato di totale abbandono.

1985-1986 Elezione di Francesco Cossiga (DC) a presidente della Repubblica.
Dopo un breve periodo di commissariamento nel 1985 (dott. Antonio Tenace) alla carica di sindaco si succedono il geom. Saverio Vavalle ('85), socialista e il dott. Giovanni Tria, democristiano ('86).

1986-1990 In questi anni di immobilismo amministrativo e di recessione economica si assiste alla crescita della malavita locale, rappresentata da "La Rosa" di Oronzo Romano e si avverte la mancanza di sedi idonee per istituti scolastici superiori che provoca numerosi scioperi studenteschi. Latitano anche le iniziative culturali e culturali nonché i complessi e le attrezzature sportive per i giovani. L'aumento del traffico cittadino è confermato statisticamente tanto che Acquaviva è al primo posto di una classifica nazionale con il più alto rapporto tra popolazione residente e auto immatricolate.

1991 E' eletto sindaco l'avv. Carlo Laera, democristiano.
All'ultimo censimento della popolazione Acquaviva fa registrare un notevole aumento della popolazione (soprattutto a causa dell'immigrazione di baresi) che raggiunge le 21.229 unità.
Durante un violento temporale estivo il campanile della chiesa di S. Domenico, il più alto della città, viene colpito e distrutto per metà da un fulmine.

1992 Alle elezioni politiche ottengono successi due nuove formazioni protestatarie: la Lega Nord e la Rete. Mentre scopppia Tangentopoli che investe le più importanti imprese nazionali e quasi tutti i partiti politici, la mafia dichiara guerra allo Stato uccidendo in due distinti attentati i giudici G. Falcone e P. Borsellino che più l'avevano combattuta. Si dimette il presidente della Repubblica Cossiga e viene eletto il democristiano Oscar Luigi Scalfaro.
La Cattedrale di Acquaviva viene chiusa al culto perché necessita di importanti e sostanziosi lavori di restauro che, comunque, non possono essere intrapresi per mancanza di fondi.

1993 Dopo un breve periodo in cui la carica di sindaco è retta dal prof. Vitantonio Petrelli (La Rete) viene nominato Commissario prefettizio il dott. Giuseppe Majullari.
Dopo il crollo del regime comunista in Unione Sovietica e la caduta del Muro di Berlino, l'Occidente riduce i propri armamenti e ha fine la "guerra fredda".
Viene definitivamente smantellato la base NATO, alle porte di Acquaviva, che nel dopoguerra aveva svolto funzioni di base missilistica e di ponte radio.

1994 Si svolgono le prime elezioni politiche col nuovo sistema maggioritario. Si fronteggiano un Polo di destra, composto da Alleanza Nazionale (ex MSI), dal CCD (l'ala destra della ormai dissolta DC) e da Forza Italia, il nuovo partito-azienda dell'imprenditore televisivo Silvio Berlusconi, e i Progressisti, una coalizione delle forze di sinistra guidata dal PDS. Quello che rimane della vecchia DC rimane isolato in una sterile posizione di centro, che facilita la vittoria del Polo.
Per la prima volta sono eletti due parlamentari nati ad Acquaviva: il prof. Ferdinando Pappalardo (Progressisti) al Senato e il dott. Giuseppe Barbieri (AN-MSI) alla Camera dei Deputati.
Alle elezioni amministrative, le prime con l'elezione diretta del sindaco, vince l'imprenditore Giuseppe Nettis sostenuto da 3 liste civiche di centro-sinistra.
Ha termine la lunga diatriba tra Amministrazione Comunale ed il Capitolo Ecclesiastico sulla questione dell'amministrazione pubblica o ecclesiastica dell'ospedale Miulli: una sentenza legale stabilisce che l'ospedale deve considerarsi sotto l'amministrazione ecclesiastica.

1995 Dal 1 gennaio l'ospedale Miulli assume la denominazione di "Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale Miulli".
Alle elezioni amministrative provinciali risultano eletti i concittadini F. Pistilli (Forza Italia) e V. Petrelli (La Rete).
Un carico di aiuti umanitari giunge in Bosnia, martoriata dalla guerra civile, grazie all'azione della Caritas diocesana. Della delgazione fanno parte gli acquavivesi N. Mastrorocco e S. Larenza.
L'ampliamento della strada che collega il casello autostradale al centro urbano permette alla zona industriale, sorta su quel tratto sul finire degli anni '80, di espandersi notevolmente. Intanto si verifica una crescita spaventosa dei furti in appartamenti che fa scattare l'allarme cittadino contro la microcriminalità.
Il Concerto Bandistico di Acquaviva delle Fonti, maestro Mario Liguori, viene premiato al Concorso Internazionale di Montpellier, in Francia.

1996


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