var note = new Array();

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function MostraNota(pNumero) {
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}


function CaricaNote() {

note[1]="E. Otte: 'Il ruolo dei Genovesi nella Spagna del XV e XVI secolo', in A. De Maddalena-H. Kellenbenz: La repubblica internazionale del denaro, Bologna,1986.";

note[2]="A. Musi: Mezzogiorno spagnolo. La via napoletana allo stato moderno, Napoli,1991.";

note[3]="E. Grendi: La Repubblica aristocratica dei Genovesi. Bologna,1987.";

note[4]="C. Donati: L'idea di nobiltà in Italia. Sec. XIV-XVIII. Bari, 1988.";

note[5]="F. Bonazzi: Elenco dei Cavalieri del S.M. Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme ricevuti nella veneranda Lingua d'Italia. Napoli,1907.";

note[6]="G.C. Capaccio: Il Forastiero-Giornata VIII. Napoli,1630.";

note[7]="V. Spreti: Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana. Famiglie nobili e titolate viventi riconosciute dal Regio Governo d'Italia. Milano,1931.";

note[8]="G.B. Di Crollalanza: Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti. Bologna, 1965.";

note[9]="A. Silvestri: 'Bollettino dell'Archivio Storico del Banco di Napoli', periodico a c. di F. Nicolini. Napoli,1952.";

note[10]="R. Colapietra: Genovesi in Puglia nel '500 e '600, in 'Archivio Storico Pugliese', anno 35,1982,.";

note[11]="G.B. de Mari: Pel riconoscimento dei titoli di Cavaliere ereditario e di nobile richiesti dai Signori G. Battista e Caterina de Mari. Roma,1934.";

note[12]="G.B. de Mari: op. cit; Testamento redatto nel 1595.Doc.II,fasc.F 23-25.";

note[13]="G.B. de Mari cit., pag16.";

note[14]="Notizie fornitemi dal dott. Nicola de Mari, già prefetto di Bari.";

note[15]="Archivio notarile di Napoli, prot. Not. Aniello Rosanova, anni 1566-1567.";

note[16]="G. Doria: Le strade di Napoli. Saggio di toponomastica storica. Napoli,1968.";

note[17]="S. Riola-A. Blasucci: Notizie sull'origine e natura del Real Conservatorio e Ritiro di S. Nicola a Nilo. Napoli,1863.";

note[18]="R. D'Ambra: Napoli antica. Opera monumentale. Tav. LVIII. Napoli,1889.";

note[19]="Cfr. T. Fasano: Lettere villeresche scritte da un anonimo a un amico. Napoli,1779.";

note[20]="R. Colapietra cit., pag.28.";

note[21]="Archivio di Stato di Napoli. Notaio Aversana: scheda 295, Prot.39.";

note[22]="A. Bulifon: Giornali di Napoli dal1547 al1706 - Vol. I. Società Napoletana di Storia Patria,1932.";

note[23]="A. Lucarelli: L'entrata dei Principi de Mari in Acquaviva delle Fonti. Relazioni inedite. Giovinazzo,1903.";

note[24]="Cfr. M. Perrone: Storia documentaria di Castellaneta e sua descrizione. Noci,1896.";

note[25]="Lucarelli,1903.";

note[26]="F. Orofino-F.Bilò: Relazione storico-critica sul Palazzo Comunale di Acquaviva delle Fonti,c\o SBAAAS di Bari, 1984.";

note[27]="A. Lucarelli: Notizie e documenti riguardanti la storia di Acquaviva delle Fonti in terra di Bari, dalle origini al 1799. Bari, 1968. (Ia ed.1901).";

note[28]="Ivi, p.113-114. Paride Pinelli è sepolto ad Acquaviva, nella Chiesa di San Domenico,.";

note[29]="E' il duca Giosia Acquaviva.";

note[30]="Le porte di Acquaviva erano quella detta 'dell'hostiero', sulla via per Cassano; la porta San Pietro, sulla via per Bitonto; la porta Nuova; la porta Maggiore o della Piazza. Cfr. G. Selvaggi: Monumenti di interesse storico ed artistico di Acquaviva delle Fonti. Cassano,1976.";

note[31]="Lucarelli,1903.";

note[32]="E. Noya di Bitetto: Blasonario generale di Terra di Bari. Bologna,1981.";

note[33]="Palazzo Lomellino fu edificato a partire dal 1562-'63. Fu rimaneggiato dal Tagliafichi nel 1772. Cfr.E.Poleggi: Genova nell'età Barocca, 1986.";

note[34]="G. Labrot. Baroni in città. Residenze e comportamenti dell'aristocrazia napoletana.1530-1734. Napoli,1979.";

note[35]="A. Lucarelli: Acquaviva delle Fonti all'inizio del secolo XVII. Bari,1921.";

note[36]="Lucarelli,1921.";

note[37]="A.S.N. -Notaio G.B. dell'Aversana, Scheda 295, prot.24, f.116 IV-116 V.";

note[38]="Lucarelli 1968; documento XXIX, pag. LIV.";

note[39]="Architetto di Conversano, attivo nel secondo '800.";

note[40]="S. Simone: Il restauro della cripta e Chiesa sotterranea di Acquaviva delle Fonti, pag.21 e 48. Bari,1880.";

note[41]="S. Zirioni: -Palazzo de Mari conserva ancora tanti interrogativi-, in 'Gazzetta del Mezzogiorno', 22/9/1984.";

note[42]="Lucarelli,1903.";

note[43]="Ringrazio l'architetto G. Fraccascia per le preziose indicazioni fornitemi nel corso della stesura della mia tesi di Laurea. Il locale è oggi sede della Vigilanza Notturna.";

note[44]="G. Selvaggi: Monumenti d'interesse storico ed artistico di Acquaviva delle Fonti. Cassano,1976.";

note[45]="Labrot, 1979.";

note[46]="G.B. Pacicchelli: Il Regno di Napoli in prospettiva. Bologna,rist.1951.";

note[47]="L'inventario è stato ritrovato dal dr. Francesco Picca presso l'Archivio di Stato di Bari, nel corso degli studi per la propria tesi di Dottorato.";

note[48]="Carlo Giuseppe Ratti: Description des beautés de Gënes et de ses environs, Genova, Libreria sotto Loggia dei Banchi,1781, pag.112.";

note[49]="Per la descrizione della pianta del De Cornelij, cfr. Appendice documentaria della mia tesi di Laurea in Istituzioni di storia dell'Arte 'Genovesi in Puglia: il caso dei de Mari ad Acquaviva'; relatrice la Dottoressa Luciana Cusmano Livrea.";

note[50]="Cfr.Archivio Comunale di Acquaviva; Archivio della SBAAAS di Bari; Arch.G. Fraccascia: Relazione storico- critica su Palazzo Romeo, 1985.";

note[51]="Archivio Capitolare di Acquaviva: Libro dei Matrimoni, 1635-1710; G. Distaso:'De l'altre meraviglie': teatro religioso in Puglia (sec.XVI-XVIII),in'Quaderni degli Amici della Scala',n.6, 1987.";

note[52]="Archivio comunale di Acquaviva: Busta 107,fasc.156.";

note[53]="La lapide si trova ora a Gioia del Colle, nella chiesa di San Francesco, ai piedi dell'altar maggiore.";

note[54]="La collana fu rubata nel 1847; ritrovata, fu nuovamente sottratta nel 1872.";

note[55]="S. Zirioni: Acquaviva sacra e antica; volumi I, II e IV. Cassano,1979-1981-1984.";

note[56]="Questo articolo è tratto dalla mia tesi di Laurea, discussa nel 1995. Ringrazio di cuore la mia professoressa e relatrice Luciana Cusmano Livrea, il cui contributo è stato fondamentale, e che mi ha sollecitata a proseguire la ricerca.";

}

